L’11 marzo 2025, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) ha pubblicato il rapporto annuale sulla qualità dell’aria in Italia nel 2024, evidenziando un trend di miglioramento per alcuni inquinanti atmosferici, ma anche persistenti criticità in specifiche aree del Paese.
Il rapporto sottolinea la necessità di interventi strutturali per ridurre ulteriormente le emissioni, soprattutto in vista dell’entrata in vigore, nel 2030, di limiti europei più stringenti. Il miglioramento della qualità dell’aria richiede azioni integrate a livello nazionale e locale, con particolare attenzione alla mobilità sostenibile, al riscaldamento domestico e alle attività industriali.
Rapporto
Secondo i dati rilevati da oltre 600 stazioni di monitoraggio distribuite sul territorio nazionale, il PM2,5 ha per la prima volta rispettato i limiti normativi in tutte le aree monitorate dal 2007, con una riduzione del 3,1% rispetto alla media dell’ultimo decennio.
Anche il biossido di azoto (NO2) ha mostrato una tendenza positiva, con il 98% delle stazioni che hanno rispettato il valore limite annuale di 40 µg/m³. Tuttavia, alcune città ad alto traffico, come Torino, Roma, Milano, Napoli e Palermo, hanno registrato superamenti.
Nonostante i miglioramenti registrati, il PM10 continua a rappresentare un problema in determinate zone, in particolare nella Pianura Padana, nella Valle del Sacco e nelle aree urbane di Napoli e Palermo, con sforamenti giornalieri rilevati in 96 stazioni di monitoraggio (pari al 17% del totale). Rispetto alla media 2014-2023, si è osservata comunque una riduzione del 20%.
L’ozono (O3) si conferma l’inquinante più critico, con solo il 16% delle stazioni che hanno rispettato l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana. In ben 149 stazioni (43% del totale) si sono registrati superamenti del valore obiettivo per più di 25 giorni l’anno, in particolare nei mesi estivi.
Maggiori informazioni sui dati completi al sito SNPA.