Il 21 febbraio 2025, l’INAIL ha reso disponibile l’ottavo Rapporto del Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), un’analisi epidemiologica dettagliata sull’incidenza del mesotelioma in Italia.
Il documento, curato dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’INAIL, raccoglie i dati relativi ai casi di mesotelioma maligno diagnosticati nel periodo compreso tra il 1993 e il 2021, evidenziando il legame tra la patologia e l’esposizione all’amianto.
Il Rapporto
Dai dati emerge che, nonostante il divieto di utilizzo dell’amianto introdotto con la legge n. 257 del 1992, il numero di casi di mesotelioma continua a essere rilevante a causa del lungo periodo di latenza della malattia. Complessivamente, il ReNaM ha censito 37.003 casi, con una maggiore incidenza nelle regioni a forte industrializzazione come Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna. La sede più colpita è la pleura, con il 93,1% dei casi, seguita dal peritoneo (6,4%).
L’esposizione professionale è stata accertata nel 68,9% dei casi analizzati, con una prevalenza nei settori dell’edilizia, della metalmeccanica, della cantieristica navale e della produzione di cemento-amianto. Tuttavia, il rapporto sottolinea anche l’importanza delle esposizioni ambientali e domestiche, che rappresentano una quota non trascurabile dei casi.
Il sistema di sorveglianza epidemiologica del ReNaM si basa su una rete di Centri Operativi Regionali (COR), incaricati della raccolta e dell’analisi dei dati. Il rapporto evidenzia, però, alcune criticità dovute a una copertura disomogenea sul territorio nazionale, che potrebbe influenzare la qualità e la completezza delle informazioni raccolte.
L’INAIL ribadisce l’importanza della sorveglianza epidemiologica e della sensibilizzazione sui rischi legati all’amianto, affinché si possano adottare misure sempre più efficaci per la protezione dei lavoratori e della popolazione.
Maggiori informazioni nel sito dell'INAIL.