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SICUREZZA

VALUTAZIONI DEI RISCHI

La valutazione dei rischi è uno degli aspetti della sicurezza sul lavoro sul quale il Testo unico legifera in modo preciso definendo non solo gli obblighi del datore di lavoro ma anche come precedere per garantire una corretta valutazione dei rischi presenti nel luogo di lavoro.
Valutare i rischi all’interno di un’azienda significa prendere in considerazione tutti gli aspetti definiti dalla normativa e le misure da attuare obbligatoriamente per ridurre tali fattori di rischio.

Il Datore di lavoro deve effettuare l’analisi e la valutazione dei rischi presenti nei luoghi di lavoro e nelle relative attività, seguendo una metodologia basata sui rischi derivanti dalle attività, dalle mansioni svolte, dall’uso di macchine e attrezzature, dall’uso di particolari sostanze, ecc.
La valutazione dei rischi deve essere aggiornata al mutare delle situazioni di pericolo, in occasione di significative modifiche al processo produttivo, all’introduzione di nuove attrezzature o di nuovi prodotti e tecnologie.

Il gruppo Ecoricerche

DVR

La suddetta analisi valuta i rischi derivanti dall’impiego di macchine, attrezzature, impianti e prodotti utilizzati, o presenti nei luoghi di lavoro. E ove necessario essa deve essere supportata da indagini e misure (indagini ambientali sugli inquinanti aereodispersi, microclimatiche, illuminotecniche, fonometriche, di vibrazioni, di radiazioni ionizzanti e non, di campi elettromagnetici, chimiche, ecc.) 

La valutazione è effettuata con la collaborazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione dal Medico Competente, e comunque consultando il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

Valutazione dei rischi a carattere ergonomico

Per “Movimentazione Manuale dei Carichi” si intendono le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più lavoratori.

Portare o spostare un carico che comporta rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, ossia patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e nervovascolari, in particolare dell’apparato dorso-lombare (art. 167 D.Lgs. 81/2008 Testo Unico).

Valutazione del rischio chimico

Il Capo I del Titolo IX del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., determina i requisiti minimi per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza, derivanti dagli effetti degli agenti chimici presenti sul luogo di lavoro o che siano il risultato di ogni attività lavorativa che comporti la loro presenza. 

Il campo d’applicazione del Capo I considera gli agenti chimici derivati da processi di lavorazione o presenti durante le attività lavorative a qualunque titolo: impiego, immagazzinamento, trasporto.

Valutazione del rischio microclimatico

Il microclima è una fonte di rischi negli ambienti di lavoro. Il microclima è il complesso di parametri ambientali in un ambiente interno di lavoro che condizionano gli scambi termici soggetto-ambiente.

Il microclima può essere causa di discomfort e può arrivare a causare disfunzioni che possono compromettere la salute e l’efficienza del lavoratore.

Nel D.Lgs. 81/2008 il microclima è elencato tra gli agenti fisici per i quali è richiesta la valutazione del rischio.

Valutazione del rischio cancerogeno

Il D.Lgs. 81/2008 prevede, per il datore di lavoro, l’obbligo di individuare se sono presenti sostanze cancerogene e mutagene nella propria attività e di valutarne il rischio di esposizione per mettere in atto misure idonee ad eliminarlo o ridurlo al valore più basso possibile. L’esposizione professionale a sostanze cancerogene e mutagene è spesso sottostimata.

Il processo di valutazione di questo importante rischio lavorativo deve iniziare da una corretta identificazione delle sostanze classificate:

• R350 (può provocare il cancro)
• H340 (può provocare alterazioni genetiche ereditarie )

I successivi passi da compiere consistono nella sostituzione, ove possibile, dell’agente cancerogeno o nel contenimento dell’esposizione dei lavoratori ai livelli più bassi possibili.

Nel caso l’esposizione non sia eliminabile, il datore di lavoro dovrà applicare quanto stabilito dal Capo II del D.Lgs. 81/2008 tra le quali segnaliamo l’obbligo di compilare e trasmettere all’organo di vigilanza il Registro degli Esposti a cancerogeni.

I più comuni agenti cancerogeni sono:

• Cromo(VI)
• Sali di Nichel
• Formaldeide
• Silice
• Polveri di legno
• Tricloroetilene

Valutazione del rischio connesso alla presenza di amianto

Nelle attività nelle quali vi sia presenza di materiali contenenti amianto, ogni datore di lavoro deve valutare la sussistenza di situazioni di rischio per esposizione ad amianto per i propri dipendenti e definire le azioni da intraprendere per perseguire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e della popolazione. 

L’ individuazione della presenza di amianto (art. 248) è preliminare alla valutazione del rischio (art. 249 co. 1) e alla definizione delle azioni da intraprendere.

Nella valutazione, il datore di lavoro valuta i rischi dovuti alla polvere proveniente dall'amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire la natura e il grado dell'esposizione e le misure preventive e protettive da attuare, quali:

• Notifica all’organo di vigilanza [art. 250]
• Adozione di misure di prevenzione e protezione [art. 251]
• Adozione di misure d'igiene [art.  252]
• Controllo dell’esposizione [art. 253]
• Pianificazione preventiva delle misure necessarie per garantire la  sicurezza e  la salute dei lavoratori e la protezione dell’ambiente esterno  nei lavori di  demolizione o rimozione  d’amianto (art. 256) 
• Informazione [art. 257] dei lavoratori
• Formazione [art. 258] dei lavoratori
• Sorveglianza sanitaria [art. 259]
• Registrazione dell’esposizione [art. 260]

Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare nuovamente la valutazione ogni qualvolta si verifichino modifiche che possono comportare un mutamento significativo dell'esposizione dei lavoratori alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto.

Valutazione del rischio biologico

Il Titolo X del D.Lgs. 81/2008 disciplina l'utilizzo degli agenti biologici nelle attività lavorative, incluse le attività di didattica e di ricerca prevedendo modalità di lavorazione e misure di sicurezza. Il Titolo comprende anche le attività che comportano l'uso non deliberato di detti agenti.

Valutazione del rischio atmosfere esplosive 

Il rischio di esplosione si presenta in quegli ambienti in cui sono presenti gas, vapori, liquidi infiammabili e polveri combustibili. 

Il settore delle atmosfere potenzialmente esplosive è regolamentato dalle Direttive ATEX 94/9/CE (Direttiva di prodotto in vigore dal 2003) e 99/92/CE.

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 29 Marzo 2014 la Direttiva 2014/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014 (cfr. allegato I), concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva.

La Direttiva è in vigore dal 30 marzo 2014.

L’articolo 2, punto 1 e da 3 a 7, l’articolo 4 e gli allegati I, II, XI e XII si applicano a decorrere dal 20 aprile 2016.

La Direttiva 99/92/CE è in vigore dal 2003, ed è una direttiva sociale che integra il D.Lgs. 81/2008 con il Titolo XI, fissando una serie di obblighi per il datore di lavoro, in relazione alla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.

Nell’assolvere gli obblighi stabiliti dal T.U., il datore di lavoro deve in primo luogo elaborare e tenere aggiornato il documento di classificazione delle zone con pericolo di esplosione ed il “documento sulla protezione contro le esplosioni”.

Il gruppo Ecoricerche può operare nell’ambito del rischio esplosione, fornendo le seguenti attività:

• Analisi dei processi produttivi del cliente
• Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione
• Valutazione del rischio di esplosione
• Progettazione di nuovi impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione,
• Progettazione di adeguamento, ampliamento e modifiche di impianti elettrici  esistenti nei luoghi con pericolo di esplosione
• Direzione lavori
• Predimensionamento di impianti di aspirazione ed abbattimento polveri
• Redazione di specifiche tecniche di offerta per acquisto di impianti/apparecchiature
• Consulenza nella scelta dei sistemi di protezione contro l’esplosione, ad esempio:  sfogo dell'esplosione (venting), soppressione dell'esplosione, isolamento dell'esplosione, apparecchi resistenti all'esplosione

Valutazione rischio macchine

La sicurezza delle macchine messe a disposizione ed utilizzate dai lavoratori costituisce uno degli aspetti fondamentali per evitare gli infortuni sul lavoro.

La legislazione in vigore prevede dei criteri di sicurezza a cui le macchine utilizzate dai lavoratori devono risultare conformi, è obbligo del datore di lavoro garantire e mantenere tale conformità con idonei programmi di manutenzione.

In generale, le macchine devono essere conformi a:

• Specifiche disposizioni legislative, regolamentari di recepimento di direttive europee 
• Requisiti generali di sicurezza indicati nell’Allegato V del D.Lgs. 81/2008 per le macchine costruite in assenza delle disposizioni legislative indicate nel punto precedente (includendo tra queste anche le macchine costruite prima dell’entrata in vigore delle Direttiva 98/37/CE, pubblicata in Italia con il D.P.R. 459/2006 “Regolamento per l'attuazione delle Direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE, 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine”).

Il gruppo Ecoricerche da più di trent'anni si ocuupa di sicurezza del macchinario, partendo dalla valutazione degli adempimenti previsti dal D.P.R. 547 (ora abrogato) fino ad arrivare alla valutazione dei rischi macchine secondo UNI EN 12100 unita a verifica di conformità secondo allegato V del D.Lgs. 81/2008.

Nello specifico i servizi offerti possono riassumersi in:

• Valutazione dei rischi macchine secondo UNI EN 12100 e verifica di  conformità secondo allegato V del D.Lgs. 81/2008 o analisi dei rischi palesi,  uso e manutenzione con riferimento ai RES delle direttive applicabili
• Marcatura CE di macchine nuove o assoggettate a modifiche sostanziali, sia  come supporto al cliente sia eseguendo in prima persona la marcatura e  diventandone di fatto il costruttore
• Definizione di modalità di uso sicure e creazione di istruzioni operative  relative

Piani di verifica e manutenzione periodica

Valutazione rischio incendio

In ottemperanza all’attuale D.Lgs. 81/2008, il D.M. 10/1998 determina i criteri per la valutazione dei rischi d’incendio nei luoghi di lavoro ed indica le misure di prevenzione incendi da adottare al fine di evitare che possa innescarsi un incendio e di portare in salvo le persone esposte. 

Valutazione del rischio elettrico

Il datore di lavoro secondo quanto disposto dal D.Lgs. 81/2008 valuta il rischio

elettrico ove vi sia la presenza di impianti, attrezzature e apparecchi elettrici ad uso dei lavoratori.

In particolare si indica che il datore di lavoro è tenuto a prendere le misure necessarie a salvaguardare i lavoratori da tutti i rischi di natura elettrica in relazione all’impiego di materiali, apparecchi, e impianti elettrici.

Valutazione rischio fulminazione

D.Lgs. 81/2008 obbliga il datore di lavoro ad effettuare una valutazione del rischio elettrico, comprensiva di valutazione del rischio da fulminazione diretta ed indiretta, nonché ad individuare le eventuali misure di protezione dai fulmini necessaria.

L’analisi del rischio ha come obiettivo l'oggettivazione e la quantificazione del pericolo al quale sono esposti gli edifici, i loro occupanti ed i loro contenuti, in caso di una fulminazione diretta e indiretta.

Nei luoghi di lavoro, la valutazione del rischio di fulminazione da scariche atmosferiche, eseguita con la versione precedente della norma, deve essere rivalutata come richiesto dalla  normativa vigente.

Valutazione del rischio di lavori in quota

Il rischio cadute dall’alto a seguito di lavori in quota è trattato in modo specifico all'interno del T.U. per la sicurezza.

I lavori in quota in postazioni di lavoro permanente (come ad esempio su piattaforme), e temporanee (come ad esempio negli interventi di manutenzione, ispezione e controllo), accessibili mediante l’ausilio di mezzi fissi o mobili (scale, tra battelli, passerelle, ponteggi, elevatori, ecc…), possono esporre i lavoratori a rischi particolarmente elevati per la propria incolumità. 

Obbligo del datore di lavoro è garantire l’accesso in sicurezza alle postazioni di lavoro in quota e una volta raggiunta la postazione di lavoro, rendere questa sicura contro il rischio di cadute dall’alto.

La scelta delle attrezzature, dei sistemi collettivi di protezione, degli eventuali dispositivi di protezione individuali (DPI), devono essere oggetto di una attenta e puntuale valutazione dei rischi che integra il documento di valutazione dei rischi (DVR) di cui all’art.28 del D.Lgs. D.Lgs. 81/2008.

Il datore di lavoro deve inoltre individuare il personale autorizzato all’accesso alle postazioni di lavoro in quota, stabilendo procedure di lavoro cui dovrà attenersi anche il personale esterno. Quanto sopra dovrà essere, infine, completato con una adeguata formazione e, laddove necessario, addestramento (soprattutto nel caso dell’utilizzo dei DPI e delle attrezzature di accesso mobili).

Valutazione del rischio in spazi confinati

Gli spazi confinati sono presenti nella quasi totalità dei comparti produttivi, dal chimico all’agricoltura, ai trasporti; esempi di spazi confinati possono essere silos, serbatoi, tramogge ecc.

Lo “spazio confinato” è definito come uno spazio circoscritto, caratterizzato da limitate aperture di accesso e da una ventilazione naturale sfavorevole, in cui può accadere un incidente importante che può portare a un infortunio grave o mortale, in presenza di agenti chimici pericolosi (per esempio, gas, vapori, polveri). 

Il D.P.R. n. 177 del 14 settembre 2011, pubblicato in G.U. l’8 novembre 2011, in vigore dal 23 novembre 2011, introduce innovative misure di innalzamento della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori autonomi e delle imprese operanti in ambienti sospetti di inquinamento.

Valutazione del rischio stress lavoro correlato

La valutazione dello stress lavoro correlato è obbligatorio in tutte le aziende secondo i contenuti dell’Accordo Interconfederale per il recepimento dell’accordo quadro europeo sullo stress lavoro-correlato concluso l’8 ottobre 2004 tra UNICE/UEAPME, CEEP E CES – 9 giugno 2008.

L’Accordo quadro europeo mira a promuovere la crescita di consapevolezza e comprensione dello stress da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti alzando l’attenzione sui segnali che potrebbero denotare problemi di stress lavoro-correlato.

Lo scopo della valutazione del rischio stress lavoro correlato è quello di guidare e sostenere datori di lavoro e lavoratori nella riduzione del rischio attraverso l’analisi degli indicatori oggettivi aziendali e l’eventuale rilevazione delle condizioni di stress percepito dai lavoratori.

Valutazione del rischio connesso a videoterminali

Il D.Lgs. 81/2008 definisce l'operatore come colui "che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni”.

I posti di lavoro devono essere analizzati con particolare riguardo rispetto a:

• Rischi per la vista e per gli occhi
• Problemi legati alla postura ed all’affaticamento fisico o mentale
• Condizioni ergonomiche e di igiene ambientale

Valutazione rischio rumore

Il rischio rumore si colloca tra i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici presenti nell’ambiente di lavoro e, secondo quanto disciplinato dal D.Lgs. 81/2008, deve essere considerato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Allo scopo di stimare il grado di esposizione al rischio rumore dei dipendenti, il datore di lavoro deve prevedere delle analisi fonometriche svolte da professionisti competenti.

Il gruppo Ecoricerche fornisce ai propri clienti i seguenti servizi:

• Sopralluogo presso il cliente con rilievo dei livelli equivalenti e di picco su  macchine ed aree di lavoro
• Elaborazione mappe visuali per l’identificazione immediata della rumorosità  associata alle macchine ed alle aree
• Valutazione dei DPI forniti all’Azienda con calcolo realistico della protezione  fornita al lavoratore
• Redazione delle schede mansionali di esposizione, con indicazione dei DPI  adatti per le specifiche attività

Redazione del documento finale di valutazione rischio rumore con  indicazione degli obblighi specifici per ciascuna mansione analizzata

Valutazione rischio vibrazione

Il rischio da vibrazioni si colloca tra i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici presenti nell’ambiente di lavoro e, secondo quanto disciplinato dal D.Lgs. 81/2008, deve essere considerato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).

Allo scopo di stimare il grado di esposizione al rischio vibrazioni dei dipendenti, il datore di lavoro deve prevedere delle analisi vibrometriche svolte da professionisti competenti.

Il gruppo Ecoricerche fornisce ai propri clienti i seguenti servizi:

• Sopralluogo presso il cliente con rilievo dei livelli equivalenti e di picco su  macchine ed aree di lavoro
• Elaborazione mappe visuali per l’identificazione immediata della rumorosità  associata alle macchine ed alle aree
• Valutazione dei DPI forniti all’Azienda con calcolo realistico della protezione  fornita al lavoratore
• Redazione delle schede mansionali di esposizione, con indicazione dei DPI  adatti per le specifiche attività

Redazione del documento finale di valutazione rischio vibrazioni con  indicazione degli obblighi specifici per ciascuna mansione analizzata

Valutazione del rischio di esposizione a campi elettromagnetici

I campi elettromagnetici rientrano tra gli agenti fisici da valutare ai fini dell'esposizione dei lavoratori, come previsto dal D.Lgs. 81/2008

I CEM comprendono campi nell’intervallo di frequenza da 0 Hz fino a 300 GHz , in particolare le radiofrequenze (RF), le microonde (MO), le cosiddette ELF (radiazioni a frequenze estremamente basse), campi elettrici e magnetici statici. I rischi da CEM non comprendono i rischi da contatto con parti in tensione che sono oggetto di altra normativa. 

Tra i servizi offerti dal gruppo Ecoricerche vi sono:

• Misurazione dei livelli di campo elettrico e/o magnetico presenti in punti  significativi  dell’ambiente lavorativo ed eventuale studio del loro andamento  nel tempo e/o nello  spazio
• Misure ELF (campi elettromagnetici a frequenza industriale 50Hz da  elettrodotti,  cabine di trasformazione MT/BT) 
• Misure RF (campi elettromagnetico a radiofrequenza) da antenne, ponti  radio,  stazioni radiobase
• Determinazione dell’esposizione e confronto con i limiti normativi
• Relazione tecnica finale con i risultati delle misure, elaborazione dei dati e  determinazione dei livelli di esposizione

Consulenza (bonifiche, materiali schermanti)

 

Valutazione rischio esposizione a radiazione ottiche artificiali

La valutazione del rischio da radiazioni ottiche artificiali ROA è in vigore dal 2010, data nella quale è entrato in vigore il recepimento della direttiva europea 2006/25/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (radiazioni ottiche artificiali).

Il campo di applicazione del D.Lgs. 81/2008 prende in considerazione le radiazioni ottiche artificiali con lo spettro compreso tra le radiazioni ultraviolette (UVA, UVB e UVC) e le radiazioni infrarosse (IR), ovvero con lunghezza d'onda compresa tra 100 nm e 1 mm.

Valutazione del rischio radiazioni ionizzanti

Le radiazioni ionizzanti interagendo con tessuti biologici può portare ad un possibile danneggiamento delle cellule, con effetti evidenziabili a livello clinico sugli individui esposti.

Il D.Lgs. 230/1995 fissa i limiti di dose efficace assorbita per il corpo intero e di dose equivalente per alcuni organi interni. I valori delle dosi assorbite devono essere ottenuti tenendo conto del tipo di radiazione ionizzante cui il lavoratore è esposto e degli eventuali fattori di ponderazione degli organi o tessuti irradiati.

Valutazione del rischio da interferenza connesso alla presenza degli appalti

La realizzazione del documento unico per la valutazione rischi da interferenze (più conosciuto con l'acronimo D.U.V.R.I.) è un obbligo in materia di sicurezza del lavoro introdotto dal testo unico sulla sicurezza del lavoro è il documento (da redigersi per iscritto da parte del committente) con il quale sono valutati i rischi e nel quale sono indicate le misure adottate per eliminare - o, ove ciò non sia possibile, ridurre al minimo - i rischi da interferenze.

Rif. nominativo: D.Lgs. 81/2008 Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

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